Agosto 15, 2025
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Investimenti immobiliari
Squat e Airbnb in Francia : cosa c’è davvero dietro il fenomeno
Negli ultimi tempi capita spesso di vedere i termini squat e Airbnb utilizzati nella stessa frase. Ma, giuridicamente parlando, le due fattispecie sono ben diverse.
L’articolo 315-1 del Codice penale francese definisce lo squat come:
“L’introduzione in un locale ad uso abitativo, commerciale, agricolo o professionale, mediante manovre, minacce, vie di fatto o costrizione, al di fuori dei casi previsti dalla legge, è punita con due anni di reclusione e 30.000 euro di ammenda.
La permanenza nel locale a seguito dell’introduzione di cui al primo comma, al di fuori dei casi previsti dalla legge, è punita con le stesse pene.”
Airbnb e “squat”: definizioni incompatibili
Alla luce di questa definizione, uno degli elementi essenziali per qualificare lo squat è l’introduzione senza diritto né titolo.
Pertanto, le norme sullo squat non si applicano al caso di un ospite che, dopo una prenotazione Airbnb, rimane senza autorizzazione nell’immobile: qui, infatti, l’accesso iniziale è avvenuto con il consenso del proprietario (anche se poi revocato).
Di conseguenza, parlare di “squat Airbnb” è fuorviante.
Quale reato si può ipotizzare?
In teoria, si potrebbe configurare l’abuso di fiducia (abus de confiance), che secondo la giurisprudenza più recente può riguardare anche un immobile
(Cass. crim., 13 marzo 2024, n. 22-83.689).
Tuttavia, dimostrare l’elemento soggettivo e oggettivo di questo reato è complesso e, in ogni caso, una procedura penale non risolverà rapidamente il problema del mantenimento nell’immobile.
Come ottenere l’espulsione del locatario Airbnb?
Non esiste una scorciatoia procedurale equivalente a quella prevista per lo squat.
L’espulsione può avvenire solo tramite procedura giudiziaria, che varierà in base a diversi fattori, tra cui il contenuto dell’eventuale contratto firmato con l’ospite.
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Se c’è una clausola risolutiva: possibile ricorso al giudice dei procedimenti d’urgenza (référés), anche con procedura d’heure à heure (più rapida ma con requisiti stringenti).
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In mancanza di clausola o in altre situazioni: ricorso al giudice delle controversie e della protezione (juge des contentieux et de la protection), con procedura ordinaria simile a quella per gli sfratti per morosità nei contratti soggetti alla loi 1989.
Consigli (e falsi consigli) diffusi
Con il crescente interesse mediatico, si moltiplicano i suggerimenti – spesso non tutti praticabili o addirittura rischiosi:
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✅ Verificare che l’ospite abbia recensioni e identità verificata su Airbnb
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✅ Prevedere, se possibile, un contratto aggiuntivo con clausola risolutiva
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✅ Richiedere una cauzione adeguata
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⚠️ Richiedere documenti come quietanza di affitto della residenza principale o tassa di proprietà (può essere rifiutato)
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⚠️ Installare assicurazione “anti-squat” (spesso non applicabile al caso)
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❌ Interrompere acqua o elettricità (illecito penale – art. 226-4-2 C. pen.)
Perché il fenomeno è sopravvalutato
Se il “squat Airbnb” è diventato un tema caldo nell’estate 2025, è probabile che la realtà sia meno allarmante di quanto i media lascino intendere.
Più realistico pensare che la paura di questo fenomeno serva a:
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spingere la vendita di telecamere e sistemi anti-intrusione,
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diffondere consigli giuridicamente discutibili,
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alimentare dibattiti sterili sull’insicurezza.
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