Acquisto di un fondo di commercio in Francia a seguito di liquidazione giudiziaria: i due punti di attenzione principali

Acquisto di un fondo di commercio in Francia a seguito di liquidazione giudiziaria: i due punti di attenzione principali

Quando un’impresa italiana valuta l’acquisto di un fondo di commercio in Francia all’asta, a seguito della liquidazione giudiziaria di una società, deve prestare particolare attenzione a due aspetti fondamentali:

  1. le clausole del bail commercial (contratto di locazione commerciale);

  2. il destino dei contratti di lavoro dei dipendenti.


1. Due diligence sul bail commercial

Il principale rischio riguarda la clausola di solidarietà inversa, con la quale l’acquirente (cessionario) diventa responsabile delle obbligazioni locative dell’ex inquilino (cedente) nei confronti del locatore.

Occorre distinguere due ipotesi:

  • Cessione nell’ambito di un piano di cessione (plan de cession)
    Ai sensi dell’art. L. 641-7 del Code de commerce, qualsiasi clausola che imponga al cessionario una solidarietà con il cedente è considerata non scritta.
    👉 Quindi, se la procedura è successiva all’entrata in vigore della Loi Pacte, l’acquirente non potrà essere ritenuto responsabile delle obbligazioni pregresse del cedente.

  • Cessione di un bene isolato (actif isolé)
    In questo caso si applica l’art. L. 641-12 del Code de commerce: il liquidatore può cedere il bail con tutti i diritti e obblighi collegati. Tuttavia, solo la clausola di solidarietà classica (cedente obbligato con il cessionario) è considerata non scritta.
    👉 Pertanto, la clausola di solidarietà inversa può rimanere valida e obbligare l’acquirente al pagamento dei debiti locativi pregressi.

Altri punti di verifica del bail commerciale includono:

  • clausole intuitu personae (legate alla persona dell’ex conduttore);

  • proroga tacita oltre i 12 anni;

  • sorte del deposito cauzionale;

  • eventuali cause di risoluzione del bail anteriori alla procedura;

  • garanzie richieste dal locatore (cauzioni, garanzie a prima richiesta, ecc.).


2. Due diligence sui contratti di lavoro

Il secondo punto critico riguarda i rapporti di lavoro e le conseguenti passività sociali.

In linea di principio, i contratti di lavoro seguono la regola dell’art. L. 1224-1 del Code du travail (trasferimento automatico in caso di cessione). Tuttavia, il legislatore francese è intervenuto con la legge n. 2020-734 del 17 giugno 2020 (di applicazione temporanea), che ha introdotto un’importante eccezione:

  • In caso di cessione del fondo di commercio ex art. L. 642-19 C. com., i licenziamenti pronunciati dal giudice nel quadro della liquidazione giudiziaria non possono essere contestati.

👉 Ciò significa che l’acquirente non rischia di vedersi annullare i licenziamenti decisi dal tribunale prima della cessione.

Priorità di riassunzione dei dipendenti

Nonostante ciò, resta in vigore il diritto alla priorità di reimpiego (art. L. 1233-45 C. trav.):

  • il dipendente deve manifestare il suo interesse entro un anno dal licenziamento;

  • la priorità si applica a contratti disponibili (CDI, CDD, missioni di lavoro interinale) compatibili con la sua qualifica.

In caso di violazione, il datore di lavoro dovrà corrispondere un’indennità al dipendente (artt. L. 1235-13 e L. 1235-14 C. trav.), pari ad almeno un mese di stipendio, salvo eccezioni (anzianità < 2 anni o imprese con meno di 11 dipendenti).


Conclusione

Per un’impresa italiana interessata all’acquisto di un fondo di commercio in Francia, la due diligence deve concentrarsi su:

  • il contenuto del bail commercial, soprattutto in relazione alla clausola di solidarietà inversa;

  • la gestione e i costi potenziali legati ai contratti di lavoro.

Un’analisi preventiva accurata consente di anticipare i rischi e di negoziare meglio le condizioni dell’operazione.

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